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27 gennaio 2018, giorno della memoria. L'ultima lettera di mio nonno Ezio Setti

Mio nonno Ezio Setti l'11 marzo 1944 venne arrestato in casa da militi repubblichini con l'accusa di aver partecipato agli scioperi operai. Nel corso del trasferimento riuscì a gettare dal "carro bestiame" una lettera rivolta ai famigliari. Vi si legge : "A questo foglietto lascio il mio saluto passando diretto in Germania. Sono stato fermato sabato sera. Prima in via Poma poi per un'ora a San Vittore poi a Bergamo donde siamo partiti oggi alle ore 14,15.

Prima di muoverci dalla caserma è giunta Ide con una provvidenziale valigetta con qualche capo da mutarmi. Pensate che da sabato (per dir meglio mattina) non levo le scarpe. Ho dormito (poco) sul tavolaccio e poi sulla paglia ormai trita e in polvere senza levar gli abiti, senza poter lavarmi e farmi la barba. Ide vi dirà in quali condizioni mi ha visto e come erano conciati tutti i miei compagni di sventura: tutti operai o professionisti, pochi partigiani, o barboni, non delinquenti. Della Caproni siamo una quarantina: tutti ormai in gruppo e già bene affiatati. Morale in complesso alto. Solo tutti dolenti di non aver potuto salutare i nostri cari e prenderci il necessario. Sto bene. Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi. Appena potrò scriverò. A tutti e a voi in particolare saluti e baci affettuosi.

Ezio

Il treno è diretto a Mauthausen famoso campo di concentramento. Furono le ultime parole scritte da Ezio Setti che l'11 Settembre 1944 morì nel lager. Il Sindaco di Milano Aniasi gli ha conferito l'Ambrogino d'oro.

 

Pubblicato da Elena Merazzi