10
May

Festa della mamma: la poesia di Emilia Fragomeni

Bagliori vivi. E’ nel riflesso del suo dolce viso, dove la luce proietta un cono d’ombra, vagamente allusivo, indecifrabile, che si ravvisa il simbolo della mia esistenza. E’ là l’approdo del mio costante andare, nel calice dell’iride trasparente, che custodisce l’ansia dell’attesa, la gioia frastornante dei ritorni.

BAGLIORI VIVI

  

E’ nel riflesso del suo dolce viso,

dove la luce proietta un cono

d’ombra, vagamente allusivo,

indecifrabile, che si ravvisa

il simbolo della mia esistenza.

 

E’ là l’approdo del mio costante

andare, nel calice dell’iride

trasparente, che custodisce

l’ansia dell’attesa, la gioia

frastornante dei ritorni.

 

Volano i piedi, danzano nell’aria,

veloci e scalzi. Ed i miei passi,

ai suoi serrati, formano un cordone

a cui aggrapparsi tra i fori della vita,

fra canti sommessi e profumi di sogni,

che riportano a ieri il mio domani.

 

Minute immagini, testimoni di vita,

nostalgie languide e lontane

riaccendono negli occhi suoi

memorie, dove il presente affonda

e si rinnova  nel suo grembo vitale,

nel suo inestinguibile richiamo.

 

Riaffiorano, trapelano gesti antichi.

Echeggiano voci amate, che regalano

frammenti d’infinito da consegnare

al mistero dei sogni.

Questa è l’ora che scrive meraviglie

nella corsa di un giorno o per la vita.

 

Avvolta nello scialle della luna,

mia madre cinge ancora le mie spalle,

dolci pensieri illuminano i suoi occhi

nel giardino delle nostre meraviglie,

dove ancora cresce, verde, l’erba

dei ricordi.

 

Quanta dolcezza nei suoi occhi leggo,

piccola donna, luce d’incanto,

traccia del sentiero della mia storia!

Quanti sogni e muti rimpianti,

dolce custode di mille segreti!

 

Le sue parole sono cristalli, suoni

che chiamano, tra mille voci, 

a custodire le reliquie del tempo.

 

E si rincorrono, ardenti e intensi,

i nostri sguardi, inappagabili,

a ricordare quei giorni teneri,

bagliori vivi d’echi nostalgici.

 

Emilia Fragomeni