04
Mar

Cultura e tradizioni delle donne tunisine

La prof.ssa Rawdha Zaouchi-Razfallah ci permette con questo suo articolo di conoscere le tradizioni delle donne tunisine. In particolar modo illustra la moda della cerimonia nunziale e descrive gli abiti utilizzati durante i sette giorni del rito.

Prof. Rawdha ZAOUCHI-RAZGALLAH:

 

CULTURA E TRADIZIONI DELLE DONNE IN TUNISIA

 

 

Parlare di tutte le tradizioni d’abbigliamento tunisine in quest’ambito sarebbe lungo e non esaustivo. Perché tradizioni? Perché le tradizioni sono il simbolo della donna. E’ la donna che crea e conserva i riti ed i costumi. E’ lei che riesce con il rispetto delle tradizioni a riunire intorno a sé tutti i componenti della famiglia e quindi a salvaguardare le caratteristiche fondamentali della società. Se le tradizioni cominciano a scomparire,  è perché la donna lavoratrice a tempo pieno non riesce più a rispondere alle esigenze dei riti e dei costumi che chiedono lavoro maggiore, fatiche dovute al fatto che la donna oggi non appartiene più al clan patriarcale dove tutti sono solidali. La coppia si ritrova sempre di più sola. Le feste religiose non hanno più l’impatto di una volta.. I paesi mediterranei come la Tunisia stanno promuovendo per il turismo la moda tradizionale perché richiede tessuti naturali che fanno parte dei costumi di ogni regione ed di ogni paese. Ma anche richiede il ricorso ad una economia che sfrutta lavori e produzioni locali e che arricchiscono il patrimonio socio-culturale e ritengono i popoli a rimanere nel paese d’origine.

Per quello che ci riguarda in questo ambito, abbiamo pensato di parlare delle tradizioni intorno al matrimonio tradizionale ancora presente nella maggior parte degli ambienti tunisini ma soprattutto perché il matrimonio è un dato socio-economico-culturale di gran rilievo. Il matrimonio è focalizzato attraverso la solidarietà ed il lavoro di tutti i membri della società tunisina.

Prendiamo ad esempio l’abito femminile. Codesto ha giocato un ruolo nell’elaborazione del “tessuto vivente” della nostra comunità. Esso rappresenta un quadro esatto della realtà tunisina. L’abito delle beduine e quello delle cittadine esprimono due società ermetiche tra le quali non c’è comunicazione.

Il campo in cui possiamo percepire il legame tra le donne di tutte le regioni è quello dei costumi del matrimonio come già detto e più specialmente per quello che riguarda il nostro soggetto, la confezione dei corredi delle spose. Se i matrimoni sono delle feste rituali “ dove la parte del rito canalizza ogni espressione della festa”, in Tunisia i riti servivano in parte a fare ammirare tutto quello che le dita di una fanciulla erano capaci di confezionare per vestirsi. Certo,  l’abbigliamento più ricco era destinato a ravvivare la sua bellezza ma i vestiti della sposa, tanto numerosi e tanto diversificati, che i riti l’obbligavano a vestirli gli uni sopra gli altri o l’uno dopo l’altro durante i sette giorni delle cerimonie nuziali, erano destinati in origine a vestirla durante numerosi anni.

Non c’è differenza essenziale tra le zone dove le tessitrici beduine e le artigiane cittadine confezionano un corredo. Le prime, ad esempio, quelle di Matmata (nel centro sud della Tunisia) tessono serie di opere di lana del vestiario per se stesse, i loro grandi drappeggi-vestiti chiamati hùli e gli sciali : sciali bianchi che portano le fanciulle, sciali rossi che portano le giovani spose, sciali neri per la fine della loro vita; in effetti, appena le maternità arrivano, non possono più permettersi di tessere ancora con i  loro diversi lavori.

Le tessitrici del Jerid fanno a loro volta molte più tessiture per gli altri che per se stesse perché hanno una vera produzione commerciale da assicurare. Ma ciò non impedisce che facciano prima il loro proprio corredo. E’ in seta naturale che tessono per loro i grandi hùli, drappeggi-vestitini in uso nel Jerid.

Le seconde : le artigiane del costume “borghese” fanno anche loro per il loro corredo delle serie di pezzi ricamati : dozzine di camicie a pettino di ricamo nero per Mahdia (città sulla costa Est della Tunisia), di ricamo dorato per Nabeul (città nel nord del Capo Bon) ed anche delle tuniche, dei panciotti, delle cuffie …ecc. Al bisogno, quando non li utilizzano tutti, vendono l’uno o l’altro di questi pezzi alle donne del loro ambiente.

Quando gli elementi dell’ornamento non escono dalle loro mani, come i gioielli ad esempio,  diventano oggetti di tesoreria, che si tratti di gioielli rurali in argento o gioielli cittadini in oro. Ciò inizia molto presto in una età dove la bambina può capire già che le stanno costituendo un corredo per il matrimonio.

 

Tuttavia, possiamo  conoscere delle sopravvivenze di tre tappe nelle feste che accompagnano praticamente i matrimoni tradizionali :

1.     La purificazione degli sposi.

2.     Il consumo del matrimonio.

3.     L’integrazione della sposa in seno alla famiglia di suo marito dove deve assumere la sua parte di lavoro.

 

Le spose tunisine devono ritirarsi prima del matrimonio, trascurano volutamente il loro portamento; si dice a Tunisi che fanno approvvigionamento di sùl cioè di fascino. Poi procedono a delle abluzioni nel hammam e a delle applicazioni di Henné di carattere apparentemente decorativo : queste diverse cerimonie si fanno di notte. E’ un periodo di purificazione.

La seconda tappa, quella del consumo del matrimonio comporta il rito dello “svelarsi” che esisteva nel matrimonio greco. E’ chiamato generalmente in Tunisia jelwa.  Ma questo nome non è utilizzato dappertutto. La jelwa è al centro delle cerimonie di matrimonio e per il nostro soggetto ha una importanza particolare per l’uso tunisino che ne ha fatto, nel corso dei secoli, molto di più che la rivelazione del viso della sposa al suo sposo, la presentazione dei suoi ornamenti alle donne invitate ad un gran ricevimento. Come quella delle Mille ed una Notte, la sposa si veste in Tunisia in certe città, di sette tuniche che toglie successivamente per farle ammirare le une dopo le altre durante la festa che ha luogo prima della sua partenza dalla casa paterna. L’ultima tunica, la più sontuosa sarà quella con la quale si presenterà al marito a casa sua.

La terza tappa è fissata in generale da una cerimonia che porta il nome del 7° giorno ma talvolta anche quello di giorno della cintura.

I riti dell’abbigliamento della sposa possono essere spiegati da certi imperativi di cui le origini sono dimenticate, ma che compaiono ancora in certe regioni a livello della seconda tappa, durante le cerimonie della jelwa ed anche a livello della terza tappa, quella delle cerimonie del 7° giorno.

Tuttavia, una area preservata d’influenze cittadine come quella dei Matmata nel centro della Tunisia non ha mai adottato la tunica. Per la notte nuziale, la fanciulla si veste d’un drappeggiato bianco di colore simbolico poi un secondo drappeggiato rosso. Ma mai nessuno dei due drappeggiati-vestito è ritenuto da una cintura. Il rito è lo stesso per le cittadine.

Il 7° giorno è quello in cui finiscono le feste nuziali. Dà luogo a cerimonie differenti ma noteremo che nelle regioni  in cui è chiamato giorno della cintura come nel Sahel (costa Est della Tunisia), in effetti in questo giorno la giovane sposa lascia la tunica nuziale per vestirsi d’un drappeggiato-vestitino ritenuto da una cintura, il rito ha dato nascita a vestiti originali. La cintura, il drappeggiato-vestito speciale che è ricamato per questa festa sono fra i più belli del corredo.

E’ difficile sapere se le cittadine delle grandi città hanno sentito mai il 7° giorno come quello dell’adozione della cintura. Il rito sembra sconosciuto a Tunisi ed a Sfax. Ma oggigiorno, dappertutto, le donne sono coscienti d’iniziare ad assumere la loro parte di lavori casalinghi da quel momento : siamo nel rito dell'integrazione.

Altri riti senz’altro, potrebbero essere presi in considerazione per la loro relazione con certe toilette tradizionali portate in tale o tale regione. E’ il caso della cerimonia che si chiama a Sfax il salto sopra il pesce. Questo costume è sconosciuto a Sussa ma esiste a Tunisi ed a Bizerta.

Nelle grandi città, è evidente che la diversificazione dei vestiti di cui si veste la sposa è in relazione con i mezzi di cui dispongono le famiglie. Ma nel corso dei secoli passati, la società tunisina era più omogenea di quanto si possa credere. L’Islam era riuscito ad umanizzare i rapporti sociali in un modo che si segnava fino nell’abito. Così, era d’uso che le famiglie ricche prestavano i loro begli ornamenti alle fanciulle povere che si sposavano. Quest’aiuto aveva un carattere nettamente religioso perché anche ricche vedove andavano fino a costituire in habous (bene inalienabile che non si vende mai) una toilette di cerimonia per le fanciulle modeste del loro villaggio. Si diceva spesso che un bel caftano prestato, era carico di baraka (benedizione di Dio) ed era fare opera pia che di abbellire una sposa con ricchi ornamenti. Tale zaouia (mausoleo) s’incaricava della confezione  del corredo di una orfana o di una fanciulla che ci aveva cercato protezione.

Per le tradizioni, c’è una bibliografia ricchissima in Tunisia. Parlarne in quest’ambito chiederebbe ore e ore senza esaurire il soggetto. La migliore possibilità è di fare il viaggio in Tunisia e di frequentare diverse regioni e città, diversi paesini e differenti ambienti.

 

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Il popolo tunisino come quello italiano è aperto ad ogni visita, ad ogni popolo amico e differente. Ciò è dovuto alla loro storia antica e moderna segnata dalle diverse civiltà che si sono impiantate nelle loro terre. Terre di mare, di quel mare mediterraneo che unisce i popoli in un unico passato, un unico presente e che speriamo un unico futuro fatto di pace e di cooperazione.

¨     Letteratura folta sul ruolo della Tunisia per esempio la conferenza data al Lions Club Donne Tunisi-Medina : una conferenza dibattito presieduta e presentata dalla sociologa Badra Bchir.

¨     Cinema :Moufida Tlatli : Il silenzio dei palazzi (ambiente chiuso), Nouri Bouzid : Bent Famiglia (conflitto tra tradizioni e modernismo).

¨     Teatro Jelila Baccar

Produzione di modello culturale, Specificità dello sguardo femminile tunisino,Contenuto delle opere sociali e la realtà sociale degli anni 60/70/80 :

2 tendenze :

1.     Conciliazione tra tradizione e modernismo

2.     Modernismo : scelta riduttrice  >> tavola rasa dei costumi

3.     Una coppia : interrazione tra i due mondi